L’Unione Europea prova a rafforzare la propria autonomia sanitaria e a ridurre la dipendenza dall’estero nella produzione di medicinali essenziali. Parlamento europeo e Consiglio Ue hanno infatti raggiunto un accordo provvisorio sul nuovo regolamento dedicato ai farmaci critici, con l’obiettivo di contrastare le carenze che negli ultimi anni hanno colpito antibiotici, vaccini, insulina e numerosi medicinali salvavita.

L’intesa nasce nell’ambito del negoziato sul “Critical Medicines Act”, la strategia europea che punta a rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti farmaceutici dopo le difficoltà emerse durante la pandemia e le successive crisi geopolitiche. Negli ultimi anni, infatti, l’Europa ha evidenziato una forte dipendenza da Cina e India per la produzione di principi attivi e medicinali strategici, una vulnerabilità che ha esposto molti Paesi al rischio di interruzioni nelle forniture.

Tra le principali novità previste dall’accordo vi è la creazione di “progetti strategici” industriali sul territorio europeo, destinati ad aumentare o modernizzare la capacità produttiva dei medicinali critici e dei relativi principi attivi. Le aziende che riceveranno sostegni finanziari europei o nazionali dovranno però garantire priorità di fornitura al mercato Ue, contribuendo così a rafforzare la resilienza sanitaria del continente.

Un altro punto centrale riguarda gli appalti pubblici. L’accordo introduce infatti criteri orientati al cosiddetto “Buy European”, favorendo nelle gare pubbliche i produttori che realizzano medicinali e principi attivi all’interno dell’Unione. Il prezzo non sarà più l’unico parametro di valutazione: entreranno in gioco anche la sicurezza delle forniture, la diversificazione delle catene produttive e la capacità di garantire continuità nell’accesso ai farmaci essenziali.

Il regolamento punta inoltre sugli acquisti comuni tra Stati membri. La Commissione europea potrà attivare procedure condivise di procurement quando almeno cinque Paesi ne faranno richiesta, con l’obiettivo di migliorare l’accesso ai medicinali strategici e ridurre il rischio di carenze nei singoli sistemi sanitari nazionali.

Secondo diverse analisi europee, oltre il 50% delle carenze di farmaci registrate negli ultimi anni è legato proprio a problemi produttivi o alla mancanza di principi attivi. Una situazione che ha coinvolto centinaia di medicinali essenziali e che ha spinto Bruxelles a rafforzare la strategia di autonomia industriale nel settore farmaceutico.

L’accordo rappresenta dunque un passaggio strategico per la sanità europea. L’obiettivo è costruire una filiera più vicina, stabile e meno esposta agli shock internazionali, garantendo ai cittadini europei continuità terapeutica e maggiore sicurezza nell’accesso alle cure.

Fonte: Quotidiano Sanità