Il sistema delle visite fiscali INPS entra in una fase di rafforzamento, con un impianto normativo che punta a rendere i controlli più efficaci e omogenei tra settore pubblico e privato.
Le nuove disposizioni, confermate anche dalla più recente giurisprudenza, ridefiniscono obblighi, procedure e strumenti digitali, con un impatto diretto sia sui lavoratori sia sulle aziende.

Fasce di reperibilità uniformate

Uno dei cambiamenti più rilevanti riguarda l’unificazione delle fasce orarie di reperibilità: tutti i lavoratori, indipendentemente dal settore, devono essere disponibili per i controlli dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00, inclusi festivi e domeniche.
Questa uniformità supera la precedente distinzione tra pubblico e privato, semplificando il quadro normativo e rendendo più lineari le attività di controllo.

Obblighi e responsabilità del lavoratore

Durante il periodo di malattia, il lavoratore è tenuto a rispettare precisi obblighi: ottenere il certificato medico, comunicare correttamente il domicilio e rendersi reperibile nelle fasce previste. Il certificato viene trasmesso telematicamente all’INPS dal medico curante, mentre al datore di lavoro è sufficiente fornire il numero di protocollo per le verifiche.
Inoltre, eventuali variazioni di domicilio devono essere comunicate tempestivamente per evitare contestazioni in caso di assenza alla visita fiscale.

Controlli più frequenti e digitalizzazione

Il sistema si evolve anche sul piano organizzativo: le visite fiscali possono essere disposte in qualsiasi giorno della settimana e ripetute più volte durante lo stesso periodo di malattia, rafforzando il monitoraggio delle assenze.
Parallelamente, è stata introdotta una piattaforma digitale che consente ai datori di lavoro di richiedere e monitorare le visite in tempo reale, aumentando trasparenza ed efficienza del processo.

Non mancano eccezioni al regime di reperibilità: sono esonerati, ad esempio, i lavoratori con patologie gravi, infortunio sul lavoro, gravidanza a rischio o ricovero ospedaliero, purché adeguatamente documentati.
Sono inoltre previste giustificazioni per assenze temporanee legate a visite mediche o accertamenti urgenti.

Sanzioni e rischi per l’irreperibilità

Il mancato rispetto degli obblighi può comportare conseguenze rilevanti. In caso di assenza ingiustificata alla visita fiscale, il lavoratore rischia la perdita totale o parziale dell’indennità di malattia, con un meccanismo sanzionatorio progressivo che può arrivare fino alla sospensione completa del trattamento economico.
Nei casi più gravi, il datore di lavoro può avviare procedimenti disciplinari.

Un equilibrio tra controllo e tutela

Il rafforzamento delle visite fiscali risponde all’esigenza di contrastare l’assenteismo e garantire la sostenibilità del sistema previdenziale, senza modificare i diritti fondamentali dei lavoratori. L’obiettivo è trovare un equilibrio tra esigenze di controllo e tutela della salute, in un contesto in cui la digitalizzazione e l’ampliamento delle risorse mediche rendono il sistema più capillare ed efficiente.