In un’epoca dominata da dispositivi digitali, la scrittura manuale viene spesso percepita come una pratica superata. Tuttavia, come evidenziato da Sanità Informazione, numerose evidenze neuroscientifiche indicano che scrivere a mano rappresenta un’attività ad alto valore cognitivo, con effetti rilevanti su memoria, attenzione, linguaggio e creatività (Sanità InformazioneSanità Informazione, Franzellitti).
La scrittura a mano non è un semplice mezzo di comunicazione, ma un processo complesso che coinvolge simultaneamente sistemi motori, sensoriali e cognitivi. Secondo lo speciale di Sanità informazione, questo impegno multisistemico rende l’atto dello scrivere su carta una vera e propria palestra per il cervello, particolarmente importante nelle fasi di apprendimento ma utile lungo tutto l’arco della vita.
Neuroplasticità e creatività
Secondo il neurologo Rosario Sorrentino, citato nello speciale, la scrittura manuale agisce come uno stimolo epigenetico capace di favorire la neuroplasticità, ovvero la capacità del cervello di modificare e rafforzare le proprie connessioni neuronali. L’abbandono progressivo di carta e penna, soprattutto tra i più giovani, rischia di ridurre la ricchezza del linguaggio e la capacità di produrre pensiero originale.
In questo contesto, anche l’uso esclusivo di strumenti digitali e di sistemi di intelligenza artificiale, pur estremamente utili, può diventare limitante se non affiancato da pratiche che stimolino l’elaborazione autonoma e creativa. La scrittura manuale rimane, in questo senso, un esercizio privilegiato per l’immaginazione e la costruzione del pensiero individuale.
Scrittura a mano come allenamento cognitivo
Un contributo rilevante arriva anche da Alessandro Padovani, direttore della Clinica Neurologica dell’Università di Brescia ed ex presidente della Società Italiana di Neurologia, che nella ricerca di Sanità Informazione descrive la scrittura manuale come un vero e proprio allenamento mentale, paragonabile all’attività fisica per il corpo: essa stimola la concentrazione, la coordinazione oculo-manuale e la destrezza fine, coinvolgendo aree cerebrali cruciali per l’apprendimento e il linguaggio (Sanità Informazione).
Grafologi e logopedisti concordano nel considerare la scrittura a mano una palestra sensoriale e cognitiva fondamentale, soprattutto nei bambini e negli adolescenti, ma anche negli adulti come strumento di mantenimento delle funzioni cognitive.
Digitale e tradizione: un equilibrio necessario
Sebbene il digitale offra rapidità ed efficienza, la sua sostituzione totale alla scrittura manuale può impoverire la profondità del pensiero e la capacità di concentrazione. Non a caso, si assiste a una rinnovata attenzione verso il corsivo e la calligrafia anche tra i giovani, come dimostra la crescita dei contenuti dedicati alla scrittura manuale sulle piattaforme social (Sanità Informazione).
In questa direzione si inserisce anche l’interesse dell’UNESCO, che sta valutando la candidatura del corsivo come patrimonio culturale immateriale dell’umanità. L’iniziativa sottolinea il valore della scrittura a mano come competenza che integra cultura, manualità e stimolazione mentale, ben oltre la semplice funzione comunicativa.