Lo scompenso cardiaco rappresenta oggi una delle principali sfide cliniche per la salute pubblica italiana, con un peso significativo in termini di mortalità, ricoveri e costi sanitari. Per affrontare queste criticità,FNOMCeO insieme a una serie di importanti società scientifiche italiane, ha promosso un position statement intitolato “Scenari clinici complessi e piani terapeutici: limiti attuali, disparità regionali di accesso e proposta di riforma”, pubblicato nel Giornale Italiano di Cardiologia.
L’obiettivo dichiarato del documento è chiaro: semplificare la vita delle persone con scompenso cardiaco e migliorare l’efficacia assistenziale attraverso una riforma dei piani terapeutici attualmente in vigore, uniformando criteri e procedure su tutto il territorio nazionale. In Italia queste terapie innovative sono spesso ostacolate da procedure burocratiche complesse e da disparità regionali che impediscono un accesso rapido ed equo ai farmaci ritenuti di grande efficacia clinica.
Secondo il documento – citato da FNOMCeO e edito da Il Pensiero Scientifico Editore - la prima proposta riguarda l’introduzione di un piano terapeutico semplificato, limitato alla prima prescrizione, con rinnovo automatico successivo. Un atto che, se attuato, potrebbe ridurre il tempo che i medici dedicano a incombenze burocratiche — attualmente non trascurabili rispetto alla durata di una visita — e migliorare l’aderenza dei pazienti alle terapie.
Inoltre, il position statement propone criteri prescrittivi uniformi su scala nazionale e una standardizzazione dei professionisti autorizzati alla prescrizione, superando così le attuali differenze tra Regioni e facilitando l’accesso ai farmaci anche da parte dei specialisti che oggi non sempre possono redigere piani terapeutici.
Un altro punto fondamentale riguarda la gestione e l’utilizzo dei dati clinici raccolti da AIFA nei registri dei piani terapeutici. Attualmente queste informazioni non sono facilmente accessibili alla comunità scientifica, e questo limita la possibilità di analisi epidemiologiche, decisioni cliniche basate su evidenze e studi scientifici mirati. Gli autori chiedono quindi un ritorno sistematico e trasparente di questi dati ai professionisti e ai centri di ricerca.
Infine, la proposta include l’eliminazione del piano terapeutico per quei farmaci con profilo favorevole di costo-efficacia e ampia esperienza clinica, ritenendo che in questi casi la procedura diventi un ostacolo ingiustificato a cure salvavita. Tale semplificazione non solo favorirebbe la continuità terapeutica dei pazienti, ma potrebbe anche contribuire a ridurre ingiustificate liste d’attesa e alleggerire la pressione sui centri specialistici.
Nel documento si sottolinea anche come la frammentazione del Servizio Sanitario Nazionale, basata su differenze regionali, comporti disparità di accesso alle terapie avanzate, penalizzando non solo i pazienti ma anche i medici che operano in Regioni con regole più restrittive. I firmatari ritengono che un sistema integrato e coerente tra ospedale e territorio aiuterebbe a garantire equità di cura su tutto il territorio nazionale.
In conclusione, il position statement promosso da FNOMCeO e dalle società scientifiche va oltre una semplice critica delle procedure esistenti: propone un cambiamento sistemico, che favorisca l’appropriatezza clinica, riduca inefficienze e disuguaglianze, migliori l’aderenza terapeutica e renda più efficiente la presa in carico delle persone con scompenso cardiaco.