"Stetoscopio"  del 6/5/2014

L’ignobile fenomeno dei “ciarlatani della salute”

Così come non c’è una fisica alternativa o una biologia alternativa, nonesiste nemmeno una medicina alternativa. Il fisiologo francese e Nobel per la medicina Roger Guillemin, ha dichiarato che esistono due modi di fare medicina: uno buono e uno cattivo. Quello buono è il metodo di sempre, che consiste nel seguire la scienza medica, che lascia poco spazio all’esperienza o alla opinione personale, ove non sia sorretta da dati obiettivi, da protocolli validati, linee guida basate sull’evidenza scientifica di efficacia. Ed è questo che deve fare il medico.

Ma quando lo capiranno gli italiani? Fa male scoprire che nel 2014, pertutto ciò che concerne la medicina, in Italia si crede ancora a Babbo Natale con la slitta, alle favole, alle cure miracolose, alla possibilità che esitano rimedi o soluzioni per tutti malanni del corpo o della mente. Che, ad esempio, si possa guarire malati di cancro con sieri magici, magari col bicarbonato o il veleno di scorpione, o con altri strampalati rimedi.

La ciarlataneria in medicina non è certo una novità dei nostri giorni: è sempre esistita. Ma oggi il fenomeno gode della attenzione privilegiata dei mass media e dei social network, certamente interessati più all’audience che alla salute dei cittadini. Nelle Tv e nei settimanali impazzano assieme a veline, tronisti, ex bellone quasi mummificate dal botulino, audaci guaritori, naturopati, nutrizionisti improvvisati, santoni del benessere che dichiarano di possedere rimedi per ogni malattia. Venditori di salute e felicità, abili imbonitori di creme miracolose che ti fanno perdere due taglie in 15 giorni o aggeggi per fare crescere la muscolatura anche quando dormi!

C’è da sorridere nel pensare a quanti sprovveduti abboccano alle promesse dei “nipotini” di Vanna Marchi, ma non può non preoccupare quando la ciarlataneria miete vittime soprattutto tra le famiglie alle quali la scienza medica non è in grado di offrire terapie adeguate alla guarigione di un loro caro. Anche in questi casi di ignobile sfruttamento della disperazione un ruolo determinante lo giocano i media e i social network, tanto che un’autorità indiscussa nella ricerca farmacologica, come Silvio Garattini, direttore dell’Istituto ” Mario Negri” ha sentito il dovere di intervenire indicando una serie di indizi per smascherare i falsi venditori di speranze:

- I rimedi proposti dai ciarlatani non riguardano solo una malattia, ma si rivolgono solitamente a un vasto spettro di problemi, come ad esempio tutte le patologie tumorali o tutte le malattie neurodegenerative, con lo scopo di attirare il maggior numero di clienti.

- Il rimedio viene presentato non come richiesta di sperimentazione, ma descritto come di evidente efficacia, portando come prova le pseudo-guarigioni di alcuni pazienti. E quindi non necessita delle lunghe procedure di analisi in laboratorio o delle sperimentazioni su animali.

- Il prodotto non presenta mai, a differenza dei farmaci della medicina ufficiale, controindicazioni o tossicità. Solo benefici.

- Le obiezioni vengono confutate sempre allo stesso modo: è la mafia dei ricercatori e delle Aziende farmaceutiche che non vuole accettare il nuovo “rimedio”. Altrimenti perderebbero i loro guadagni.

- I venditori dei rimedi “miracolosi” chissà perché, trovano sempre personaggi noti della “società civile” o dello spettacolo che sposano immediatamente la causa e anche qualche medico e ricercatore in cerca di un po’ di notorietà nel venire intervistati per sostenere che il mondo della ricerca è diviso. Succede anche che può scendere in campo una parte politica che vuole così dimostrare di essere dalla parte della gente malata e sofferente.

Queste le cartine al tornasole indicate da Garattini per capire chi lucra sulla disperazione, l’emotività e le aspettative di malati ai quali la scienza attuale non è ancora in grado di dare risposte. Una verità crudele ma che si deve purtroppo accettare.

 

….ma c’è anche una guida

Anche l’Agenzia Italiana del Farmaco, forse influenzata dalla recente vicenda Stamina, è scesa in campo contro i ciarlatani della salute, pubblicando un Vademecum per aiutare i cittadini a diffidare delle “cure miracolose”. Si tratta della traduzione italiana di un volume realizzato dalla non-profit inglese Sense About Science, allo scopo di far capire la differenza tra il mondo della ricerca e i venditori di speranze che speculano sulla sofferenza della gente.

La guida fornisce indicazioni concrete su come recepire la grande mole di notizie di medicina fornite dai media e dare “il giusto peso alle informazioni in merito a terapie e nuove scoperte”.

Non mancano poi consigli su come valutare i costi finanziari e “soprattutto emotivi” che molte delle terapie “miracolistiche” comportano.

 

… e un blog contro le false cure

Il caso del giovane Luca, il ventisettenne morto a Tirana dopo essersi sottoposto a una cura a base di bicarbonato, che avrebbe dovuto salvarlo da un tumore al cervello, e il numero sempre in aumento dei “santoni della medicina” che promettono cure miracolose contro il cancro ha spinto un medico ginecologo, Salvo Di Grazia ad aprire il blog “Medbunker, le scomode verità” dove mostra documenti e porta testimonianze per smontare le diverse cure alternative.

 

Pazienti come cavie

Dopo la presa di posizione del Ministero della salute, la Procura di Torino ha posto la parola fine alla vicenda del “metodo Stamina”, rinviando a giudizio Davide Vannoni, lo psicologo che si spacciava per medico scienzato e altre venti persone. Associazione a delinquere finalizzata alla truffa e somministrazione di farmaci pericolosi sono le accuse principali. Ma quello che più deve colpire l’opinione pubblica è l’affermazione del Magistrato che accusa gli indagati di avere trattato “centouno pazienti come cavie”. E’ questo purtroppo il destino di chi, spinto dalla disperazione non vuole accettare i responsi della medicina ufficiale e decide di affidarsi al “ciarlatani della salute”.