Stetoscopio n.3 - maggio 2021: clicca per aprire la versione in PDF

Meno medici e più infermieri.
È il Recovery dei marziani a Roma

In politica le cifre sono sempre ballerine e opinabili: difficile capire quando si tratta di promesse, intenzioni o stanziamenti veri. Sulla Sanità il balletto delle cifre lascia basiti. In Parlamento si sono accapigliati per mesi sui soldi del “Mes sanitario” e alla fine hanno deciso che quei 36 miliardi erano “tossici”, meglio lasciar perdere.


Poi il Ministro Speranza spara un cifrone: 64 miliardi per rimettere in sesto tutto il sistema. Finalmente hanno capito la gravità della situazione? Beh sì! La situazione è grave ma non seria visto che a gennaio lo stanziamento scende a 19,7 miliardi per diventare 15,6 nel Recovery Plan. Però forse si vergognano un po’ ed ecco un ritocco di 4,6 miliardi che verranno “attivati dal disavanzo nazionale”. Tecnicalità oscura ai più. Non importa, basta che arrivino.


Poi cerchi di capire quali sono le linee generali stabilite per spendere questi soldi e ti cascano le braccia. Il pensiero corre al celebre libro di Ennio Flaiano “Un
marziano a Roma” perché solo dei marziani o umani che non hanno mai dovuto ricorrere alle cure mediche possono avere concepito una riforma del genere.


Ha ragione il Presidente Anelli, bisogna “aprire la questione medica”, ma per farlo servono interlocutori preparati, che abbiano agito sul campo e non siano tecnocrati da salotto o saccenti soloni, sia pur cattedratici, che reputano i Medici come funzionari statali che debbono seguire senza fiatare le famigerate “linee guida” anche quando sono demenziali. E non può bastare un Sileri che, da bravo medico, strappa applausi in tv quando banalizza concetti che a noi appaiono più che scontati. Con il dovuto rispetto, ci vuol ben altro.


Il Recovery è infatti aprioristicamente inaccettabile per la visione che ha della Sanità. Una visione aziendalista che negli ultimi decenni ha già fatto danni enormi
al Sistema Sanitario Nazionale.
I marziani di Roma non hanno fatto tesoro degli errori altrui, anzi sono proprio questi errori a fare da base di partenza del Recovery.


Il fattore umano non esiste, sia per quanto riguarda i Medici sia per i Pazienti e i finanziamenti in Sanità sono ancora considerati come costi e non investimenti, i
Medici sono meri prestatori d’opera, i Pazienti inevitabili ma fastidiose voci di spesa.


Draghi e Speranza parlano di “prossimità delle cure” e poi nel progetto troviamo le “Case della Comunità” ogni 132 kmq! Un nonsenso. I marziani non hanno tenuto
conto che quasi 20 milioni di italiani vivono in comuni con meno di 5mila abitanti, vadano a spiegare loro cos’è l’assistenza di comunità!

Forse su Marte si baciano sbattendo le palpebre e comunicano fissandosi negli occhi o muovendo le orecchie e non conoscono il valore e l’essenza del rapporto
fiduciario che è il collante imprescindibile tra medico e paziente. Gli umani di Roma però non dovrebbero ignorarli.


A meno che...a meno che il disegno finale del Recovery sia di aprire le porte alla Sanità privata nella gestione del territorio. Se è così abbiano il coraggio di dirlo.
Forse abbiamo capito, ma anche no. Da anni lamentiamo la carenza di migliaia di medici di famiglia ma se vai a vedere le schede del piano trovi che per il 2027 è
previsto un ulteriore calo del 16 per cento. In compenso aumenterà del 21 per cento il personale infermieristico.


Certo di infermieri ne serviranno molti. Un miliardo del Recovery è destinato alla costruzione di 381 ospedali di Comunità (le decine di piccoli ospedali dismessi e
abbandonati negli anni vadano pure a ramengo) per costituire una rete territoriale di ricoveri brevi. Bene! Ogni struttura sarà dotata dai 20 ai 40 posti letto, e come
funzionerà? Sono previsti 1 medico (uno) per 4/5 ore al giorno sei giorni alla settimana (così santifichiamo le feste), 9 infermieri e 6 OSS a tempo pieno.


Un monumento alla professionalità e ai valori della medicina.


Le spese di tutto questo ambaradan come si copriranno? Con la riduzione degli accessi al pronto soccorso e del consumo dei farmaci!


Attendiamo i primi messaggi che invierà la sonda cinese su Marte per comprendere meglio la ratio del Recovery Plan.