Stetoscopio – 13 novembre 2020: clicca per aprire la versione in PDF

Le promesse dei politici e il giuramento di Ippocrate


Con il “principe dei Dpcm” indeciso su tutto, il ministro Speranza che gioca coi gessetti colorati, gli scomposti interventi di politici inadeguati al ruolo che ricoprono e le liti continue Governo-Regioni, dilaga la politicizzazione e la spettacolarizzazione del Covid. Da vergognarsi!
Gli italiani prendono atto della confusione e si sentono autorizzati a fare qualsiasi cosa. Anche le peggiori. Nel tutti contro tutti non esiste più una scala di valori.
E i medici? Continuiamo a infettarci e contiamo le prime vittime della seconda ondata ma non siamo più “eroi”. Gli ospedali e i Pronto Soccorso sono allo stremo e la rabbia montante dei cittadini non guarda in faccia a nessuno, medici e infermieri compresi. Aggressioni e insulti sono all’ordine del giorno.
All’Ospedale Infermi di Rimini sono state vandalizzate una settantina di auto e Andrea Boccanegra, responsabile della sicurezza dei lavoratori dell’Asl, spiega che “è un attacco mirato contro i sanitari. La gente è sempre più esasperata e nervosa, forse ai loro occhi, con i nostri appelli sui social a rispettare le
misure, creiamo allarmismo”.


Aumentano anche le cause dei parenti di pazienti morti e preoccupano gli insulti su Facebook per medici e infermieri della Terapia Intensiva. A Padova il presidente della Provincia è stato fischiato quando ha espresso solidarietà per chi lavora in corsia ventiquattro ore su ventiquattro. A Vicenza una giovane dottoressa che lavora in una Usca, contagiata dal virus mette in guardia i giovani a rispettare le regole e viene sommersa via internet da insulti al punto che deve intervenire la polizia postale.


Ospedali allo sbando, interventi annunciati e rimasti in buona parte sulla carta, assunzioni col contagocce rispetto ai numeri sbandierati in primavera, vaccini antinfluenzali al rallentatore: ci sarebbe di che chiedere scusa agli italiani. Macché. È la politica bellezza! Dove una regola base è creare diversivi e trovare nuovi
bersagli. E i medici cadono a fagiolo.


Dopo aver strapazzato in tutti i modi i Medici di famiglia, accusati di essere poco più che passacarte e pressoché inutili (copyright on. Giorgetti) si prende atto dell’importanza della medicina sul territorio per individuare, tracciare e curare i positivi. Ignorando che durante la prima ondata con gli ospedali blindati, l’annullamento dei ricoveri, degli interventi programmati e delle visite specialistiche, a tenere gli ambulatori aperti e a dare risposte alle esigenze della gente erano i Medici di famiglia: lo dimostra il gran tributo di medici deceduti (più di cento Medici di famiglia su 188 medici morti per Covid 19, senza contare quelli contagiati che si sono ammalati).


Dimenticando le promesse di potenziamento degli organici, si “impone” con piglio militaresco ai Medici di famiglia di fare i tamponi e tracciare i contatti dei positivi minacciandoli di revocare le convenzioni.


E ‘l modo ancor ci offende, per dirla alla Dante. Eh no! Non è il modo. Prima si dica perché i super manager della nostra sanità non sono riusciti a organizzare e  potenziare, con numeri e strumenti adeguati, i servizi preposti alla individuazione e tracciamento dei positivi. Spiegando anche alla nostra gente che se il medico
di famiglia deve (e lo sta facendo) tamponare, tracciare, isolare e segnalare, inviare a Sisp, INPS, Azienda Zero i referti e i provvedimenti adottati, significa per forza di cose trascurare i cronici, gli acuti, i tumorali e tutte le altre patologie non Covid che, di questi tempi, trovano minore risposta negli ospedali.
La politica non può e non deve additare i Medici di famiglia come reprobi recalcitranti.


I medici hanno fatto il Giuramento di Ippocrate che onorano quotidianamente prendendosi cura dei loro ammalati. Di tutti, Covid e no Covid. I politici invece non giurano ma promettono, promesse che, come evidenzia la pandemia, raramente mantengono.