"Stetoscopio" n.10/ 2020:  clicca per aprire la versione in PDF

In attesa che migliori prepariamoci al peggio

 

“Estote parati”, state pronti. Lo storico motto degli Scout, dalle origini evangeliche (Luca e Matteo), potrebbe essere assunto dai Medici italiani in queste settimane di attesa per quello che potrà accadere. Siate pronti, cari Colleghi, perché nel bene o nel male non abbiamo certezze.


La tanto paventata seconda ondata del Covid ha pesantemente investito la Francia, preoccupa la Germania, ha spinto l’Ungheria alla chiusura delle frontiere, dilaga in India e Brasile, tiene in costante allarme gli Stati Uniti per non parlare del continente africano da cui le notizie giungono tanto imprecise quanto minacciose.
In Italia sembra che stiamo meglio e che i contagi in aumento siano “solo” il risultato del comportamento da pecore matte dei vacanzieri a tutti i costi che hanno inteso l’avvertimento degli scienziati “dovremo abituarci a convivere col virus” come uno scellerato invito a “fregatevene e andate a braccetto col Covid”.


Come sempre avviene nel Bel Paese tutto è finito in caciara, il virus è diventato politico con assurde prese di posizione pro e contro le mascherine che qualcuno vuole interpretare come “attacco alla libertà democratica” e via blaterando.
Una cosa comunque è certa: il sistema sanitario non si farà trovare impreparato come a marzo e noi Medici sappiamo come affrontare un nemico che mesi addietro abbiamo dovuto combattere a mani nude.
Ma “estote parati”, Colleghi, perché le lodevoli promesse e la consueta politica degli annunci che prevedono una “storica” inversione di rotta della Sanità pubblica - facendo leva sui miliardi del Recovery Fund per riformare drasticamente gli assetti e le scelte che risalgono al 1999 quando al Ministero della Sanità sedeva Rosy Bindi – rischiano di rimanere sulla carta.
Perché i soldi del Recovery sono ancora di là da venire e perché rivoluzionare l’organizzazione dell’assistenza territoriale che non dovrà più essere in capo a un singolo medico di medicina generale o al pediatra di libera scelta ma affidata a un team multidisciplinare che ponga in sinergia, nello stesso luogo, medici dalle diverse competenze, non sarà né semplice né veloce.


Apriamo una linea di fiducia nel ministro Speranza ma nell’attesa continuiamo a fare i conti con le Aziende Sanitarie, con la dura realtà delle liste d’attesa che si sono vieppiù allungate, con le sempre più frequenti aggressioni a medici e infermieri, con le difficoltà di gestire gli ambulatori col pericolo dei positivi asintomatici, con la prevedibile confusione autunnale tra malati di Covid e pazienti con l’influenza, con le sbandierate nuove assunzioni di Medici, in realtà, per la gran parte
precari a partita Iva e a gettone.


Fermiamoci qui per amor di Patria, in attesa di che cosa potrà accadere con la ripartenza dell’anno scolastico.
Il Ministro dice che i tempi sono maturi per trasformare la crisi in una grande opportunità per il rilancio della Sanità pubblica: vogliamo crederci, pronti a offrire il nostro convinto contributo. Ma non perdiamo di vista la realtà odierna, nella speranza di non diventare ancora degli “eroi” per poi contare i morti.
“Estote parati”.

 

Il Presidente
Dott. Michele Valente