"Stetoscopio" n.7/ 2020:  clicca per aprire la versione in PDF

SCIENZIATI “CONTAGIATI” DAL FASCINO PERVERSO DELLA TV

 

In questi mesi di lockdown (il termine italiano “confinamento” suonava poco elegante, troppo crudo e comprensibile?) e di mega fruizione di Tv per gli italiani chiusi in casa, è nata una nuova categoria di superstar: i VIROLOGI.
Professionisti e ricercatori di comprovata scienza, dei quali fino a febbraio quasi si ignorava l’esistenza, si sono visti catapultare sul piccolo schermo di tutte le Tv nazionali, regionali e provinciali per spiegare e ammonire, rispondere alle domande di giornalisti più o meno preparati o alle banali richieste di telespettatori pronti a esporre i loro personalissimi casi e le loro ansie da Covid. E loro, gli scienziati, ci hanno preso gusto.


Niente di male o di riprovevole, anzi! Questi fior di professionisti che studiano e lavorano nel chiuso di laboratori e Istituti universitari, abituati a dialogare tra loro attraverso le riviste scientifiche e ad avere rapporti diretti solo nei convegni in giro per il mondo, una botta di notorietà la meritavano. Una notorietà che ha fatto bene e ha giovato a tutto il mondo scientifico perché anche l’uomo della strada si è reso conto che uno non vale uno e che le competenze vanno riconosciute e rispettate.
Tutto bene, però. C’è sempre un però! I problemi sono nati dalla sovraesposizione mediatica di virologi ed epidemiologi, dai loro pareri spesso contrastanti, dal fascino perverso della Tv che li ha ammaliati e fatti cadere nella trappola delle sciagurate leggi dello spettacolo televisivo che si basano sulla contrapposizione dei personaggi, sui pareri contrapposti, su “il mio esperto è più bravo e credibile del tuo”.


Così, seri e stimati professionisti nel trappolone ci sono rovinosamente caduti.
Complici un virus dai contorni sconosciuti che si presta a interpretazioni e contromisure diverse, un governo che si fa schermo di loro per giustificare decisioni spesso contraddittorie e sempre confuse, forze politiche che ne adottano i pareri a seconda dell’interesse del momento e astuti anchorman esperti di audience.
Travolti nel tritacarne del populismo mediatico, stimabili scienziati hanno perso credibilità tanto che Pierluigi Battista, in un articolo godibile quanto ingeneroso sul Corriere della Sera, li ha invitati a confessare molto semplicemente: “non lo sappiamo”.
Un attacco certamente immeritato ma sono i pericoli del fascino perverso della tv.
Per dirla alla Humphrey Bogart ne “L’ultima minaccia”: è la stampa, bellezza, e tu non puoi farci niente!


Michele Valente

Presidente Ordine Medici di Vicenza