"Stetoscopio" n.6/ 2020:  clicca per aprire la versione in PDF

I MEDICI E L’OBOLO DI CARONTE

 

In una delle tante (troppe) passerelle televisive alle quali ci hanno abituato i politici in tempi di pandemia, un noto esponente della politica regionale del Veneto ha proposto un premio in denaro (una tantum) ai “medici eroi”. Mi sono sentito sdegnato e offeso.


Ci chiediamo che visione meschina abbia della professione medica la nostra classe politica se pensa di tacitare la propria coscienza elargendo una mancetta alla categoria che ha sistematicamente massacrato nel corso degli anni, seguendo i consigli degli “esperti” scelti con l’unico scopo di abbattere i costi della Sanità. Senza capire e preoccuparsi delle conseguenze catastrofiche che questa sciagurata politica avrebbe avuto sulla popolazione.


Adesso siamo “eroi” ma fino a gennaio eravamo degli egoisti “rompipalle” che miravano solo a conservare i loro privilegi (?!?) e da mettere alla berlina facendo pubblicare sui giornali le tabelle con i loro stipendi lordi (spacciati per netti) alla vigilia di un annunciato sciopero della categoria che denunciava la situazione rovinosa in cui si sarebbe trovata la nostra sanità nell’immediato futuro. Eravamo i “rompipalle” che contestavano una programmazione a dir poco discutibile, che poneva in condizione di fragilità, a causa di insufficienti finanziamenti, una larga fetta della popolazione riducendo i posti letto, compresi quelli in terapia intensiva. Eravamo i “rompipalle” che denunciavano le precarie condizioni di lavoro del personale sanitario con i discutibili e rischiosi ordini di servizio finalizzati al risparmio come la sospensione del turnover negli ospedali e il tempario per le visite specialistiche o l’iper burocratizzazione delle attività cliniche comprese quelle dei medici di famiglia, il cui numero si è andato pericolosamente  assottigliando nel corso degli ultimi anni. Con buona pace della tanto strombazzata assistenza sul territorio.


I nostri politici non hanno capito che noi Medici chiediamo che ci venga riconosciuta la nostra DIGNITÀ di persone e professionisti che hanno deciso di dedicare la propria vita al servizio della gente. E dignità significa anche il diritto di essere ascoltati, di poter dare il proprio apporto sulle decisioni che riguardano la salute di tutti. Dignità di avere condizioni di lavoro migliori e in sicurezza e una organizzazione del lavoro compatibile con una qualità della vita accettabile.


Nel momento in cui anche la peggior politica ha scoperto le competenze, i Medici (anche quelli in prima fila in questa emergenza) chiedono solo di essere ascoltati: qualche buona proposta può nascere anche dal confronto con chi tutti i giorni con sacrificio e determinazione mette in gioco la propria vita per la salute e la sicurezza della nostra
gente.


Non siamo “eroi”. Onoriamo solo il nostro giuramento, il cui significato dovrebbe capire anche il politico più scalcagnato.


La “mancetta” divulgata via tv ricorda l’obolo di Caronte. Quella moneta d’oro o di rame che Greci e Romani mettevano in bocca ai cadaveri perché potessero pagare il traghetto verso l’aldilà. Risparmiatevi l’obolo. Potevate spenderlo prima in presidi medici di protezione. Ci sarebbero stati meno “eroi” e avreste evitato una “carità pelosa” che sa tanto, troppo, di furbo populismo.

 

Michele Valente

Presidente Ordine Medici di Vicenza