"Stetoscopio" n.14/ 2019:  clicca per aprire la versione in PDF

Noi Medici aggrediti, continuiamo a metterci il cuore.

Campagna contro la violenza sugli operatori sanitari.

Il buio della ragione che sta permeando la nostra società, dove il “questo lo dice lei” diventa l’arrogante risposta dell’ignoranza alla scienza e alle competenze personali, accresce il clima di odio e paura della gente e sempre più frequenti sono gli episodi di rabbia, collera e intolleranza dai quali nessuno può ritenersi esente. Neppure il medico.


Anzi sono in allarmante aumento i medici e gli operatori sanitari vittime di aggressioni da parte di chi vede in loro i “colpevoli” delle inefficienze e delle disorganizzazioni della sanità pubblica.  Cornuti e mazziati, sono i medici a doverci mettere la faccia e spiegare ai pazienti perché non ci sono posti letto, perché le liste di attesa sono lunghe, perché
bisogna pagare il ticket. I medici che ancora resistono a lavorare nel Servizio pubblico, assicurando una dignitosa e spesso eccellente qualità delle cure, diventano bersaglio delle disfunzioni del sistema oltre che delle attese miracolistiche della gente nei confronti della medicina.


Un pericoloso cocktail di “ragioni” da cui nascono i problemi e che sta alla base delle aggressioni ai Medici e al personale sanitario. Non ci illudiamo che la campagna contro la violenza sugli operatori sanitari lanciata dall’Ordine dei Medici sortirà effetti immediati e sorprendenti, perché la rabbia è sempre più forte della ragione.


Un obiettivo però ci auguriamo di raggiungere: far capire ai Pazienti che il loro nemico non è il medico o l’infermiere, bensì la malattia che assieme dobbiamo cercare di combattere.
Noi Medici, noi operatori sanitari non siamo angeli, non siamo eroi, non siamo infallibili ma – all’interno di un sistema sempre più logoro e degradato - siamo sempre dalla parte della gente, dalla parte di chi soffre e di chi ha bisogno.