"Stetoscopio" n.13/ 2019:  clicca per aprire la versione in PDF

C’è ancora Speranza per i medici italiani?


Nel quadro desolante della Sanità pubblica italiana, seguire (o inseguire) le voci, le proposte, i rimedi più o meno cervellotici, le boutades e le fake news che riguardano la nostra professione è sempre più faticoso, oltreché inutile. Perché chi ci capisce è bravo, fermo restando che le cose non cambiano o cambiano in peggio. E al peggio non c’è fine in questa Italia allo sbaraglio, affidata a troppi politici che qualcuno ha ironicamente (ma non troppo) definito “scappati da casa”.


Alcuni colleghi mi hanno chiesto un commento sull’assurda e provocatoria uscita dell’Assessore alla Sanità dell’Emilia-Romagna, Sergio Venturi, che al congresso della Fials ha tra l’altro dichiarato “se ci sono meno medici, a parte le risorse che si liberano, un medico neoassunto costa 70 mila euro, un infermiere 36 mila, se mi vanno via due medici e io prendo due infermieri o tecnici, sapete quanti soldi possiamo distribuire ai medici e ai professionisti?”. E ancora: “perché non si possono fare i referti delle ecografie da parte dei tecnici di radiologia?”


Che dire? Mi sembra adatta alla bisogna una frase dello scrittore spagnolo Ruiz Zafón: “La malvagità presuppone un certo spessore morale. L’insipiente invece non si sofferma a ragionare, obbedisce all’istinto, come un animale nella stalla, convinto di agire in nome del bene e di avere sempre ragione”.


Le reazioni alle parole in libertà di Venturi sono state molteplici e autorevoli e tutti gli interventi hanno stigmatizzato quello che è stato visto come un pericoloso tentativo di sminuire da una parte la figura del medico e dall’altra di creare una pericolosa e stupida frattura tra professionisti della Sanità. Non voglio aggiungere altro su questo dottor Venturi, né rimarcare ingenerosamente come sia stato radiato dall’Ordine di Bologna per la sua delibera sulle ambulanze senza medici, né rammentargli che da oltre 20 anni la sua prestigiosa carriera come Direttore Generale a Imola, Parma e Bologna la deve anche a nomine dettate dalla politica.


Mi sembra invece utile cogliere un aspetto più preoccupante per noi medici. Nelle esternazioni di Venturi si coglie quello che è il pensiero della politica e la tendenza che sembra prevalere: una sanità a basso costo con lo spostamento di competenze esperte a figure non mediche e un orientamento sempre più marcato verso la sanità privata. La gente, stremata da ore e ore di chiacchiere per distrarre le masse, non ci fa più caso perché è diventata prassi, abitudine, ma l’abitudine, come faceva rilevare un altro grande scrittore, l’israeliano Amos Oz, “è la radice di ogni male”. Non ci si scandalizza più di nulla e così dopo tanto clamore il presidente Zaia dà via libera al bando per assumere neolaureati nei Pronto Soccorso nell’indifferenza generale.


Adesso abbiamo un nuovo ministro, Speranza. Auguriamoci che qualcosa cambi, in meglio. Ma ricordando il vecchio adagio, sempre d’attualità, che chi vive sperando muore
cantando...