"Stetoscopio" n.9/ 2019:  clicca per aprire la versione in PDF

La medicina del futuro? Guru e parlamentari

 

L’Italia sembra un Paese sempre più votato all’imbarbarimento. Lo si coglie in ogni aspetto della quotidianità. Nel nervosismo sempre più visibile delle persone, nella mancanza di pazienza verso il prossimo (anche per il medico che cerca solo di aiutarti), nell’eccesso delle titolazioni e dei contenuti dei giornali, nel “tutti contro tutti” dei dibattiti televisivi, nella costante ricerca del nemico nella lotta politica (il confronto non esiste più), nell’aggressività e volgarità dei commenti sui social, nel fastidio verso chi sa e parla con cognizione di causa e solo per questo viene disprezzato come “élite”, quasi che la conoscenza sia una colpa, finendo poi nell’inquietante impreparazione e desolante arroganza di troppi politici e di tanti ministri che, con ogni evidenza, parlano a vanvera senza rendersi conto delle pericolose conseguenze delle loro decisioni.


Stando così le cose non c’è da meravigliarsi del costante decadimento della Sanità pubblica. La “desertificazione” degli ospedali e la rarefazione dei medici di famiglia, a causa dei pensionamenti e della mancanza di sufficienti borse di studio per specializzandi, incombono come un conto alla rovescia sempre più veloce.


Le cause sono note così come i patetici rimedi pensati dalla politica (l’ultimo, risibile, vorrebbe mandare allo sbaraglio nei Pronti Soccorsi e nelle corsie medici neolaureati, aggiungendo così il danno alla beffa).


Resta solo da chiedersi come potrà difendersi la popolazione di una Nazione che sembra voler ripercorrere a ritroso la Storia, inseguire la chimera della “decrescita felice”, chiudere aziende, elargire sussidi a chi sta in poltrona e negare o banalizzare, in troppi casi, i progressi della scienza.


La risposta è nelle cose: spendiamo miliardi in guaritori e fattucchiere e un imbonitore da Tv, che promette che vivremo fino a 120 anni con i suoi integratori e sostiene che il diabete non esiste, riesce a richiamare al Palasport romano 4500 entusiasti proseliti.


Anche questo è un segnale dell’imbarbarimento di una società, dove l’unico modo per stare bene consisterà nel... non ammalarsi.


I più arrabbiati potranno sempre rivolgersi ai parlamentari: sono un migliaio, guadagnano quattro-cinque volte lo stipendio di un medico e, a un cittadino che lamenti  qualche dolore, un bel “questo lo dice lei” di certo non lo faranno mancare.