"Stetoscopio" n.8/ 2019:  clicca per aprire la versione in PDF

Ma sì Ministro Grillo resuscitiamo anche i morti!


Durante la recente mobilitazione dei pensionati contro il taglio degli assegni cinicamente attuato per aiutare in qualche modo le casse dell’INPS, falcidiate dal reddito di  cittadinanza e da quota 100, alcuni manifestanti issavano un cartello che, parafrasando lo slogan preferito dal movimento al governo, portava la scritta “SANITÀ-SANITÀ-SANITÀ”.


Mentre i media rigurgitano di argomenti di distrazione di massa – dai migranti ai minibot, dalle  vergogne del CSM al look delle fidanzate di Salvini e Di Maio – alla classe politica sembra sfuggire che nella realtà i problemi degli italiani sono ben altri e che in un Paese che ha la popolazione più vecchia del mondo, dopo il Giappone, il problema dell’assistenza sanitaria dovrebbe essere al vertice delle loro preoccupazioni.


Perché la gente incomincia ad aprire gli occhi, è stanca di pagare sulla propria pelle gli errori e gli orrori politici che stanno riducendo una delle Sanità migliori al mondo a fanalino di coda in Europa. Un’Europa che se la ride attirando fuori dall’Italia fior di laureati trattati da paria nel loro Paese che non sa più a che santo votarsi per mantenere attivi gli ospedali, abbreviare le scandalose liste d’attesa e assicurare una decente assistenza sul territorio attraverso i medici di famiglia.


Persino il ministro Grillo deve essersene accorta perché ha voluto dare una prova di esistenza in vita (politica) con un’uscita da par sua “non possiamo rischiare di arrivare a pensare di far resuscitare i medici”! E poi “svela” che “ci sono ostacoli non legati all’acquisizione di competenze ma burocratici e amministrativi”. Brava Ministro, c’è arrivata anche Lei. Ma cosa sta facendo per cambiare la situazione che andiamo denunciando da anni? Basterebbe, per iniziare, trattare un po’ meglio i pochi medici rimasti prima che scappino anche loro e rendere appetibile il lavoro del medico in Italia e nel Veneto.


A proposito di Veneto sarà contento il presidente Zaia che ha fortemente voluto il l’Azienda Zero, togliendo poteri e competenze ai Direttori Generali (nominati dallo stesso Zaia!) e che ha già iniziato a “produrre” problemi. L’appalto di centinaia di milioni per i pasti negli ospedali, bocciato dall’Anac di Cantone e bloccato dal Consiglio di Stato, è un trionfo dell’Autonomia?


“Dobbiamo riuscire a portare a casa una riforma che abbrevi o che annulli tutti i tempi morti” ha banalizzato la collega Ministro, senza accorgersi che i Ministri che veramente contano stavano decidendo di tagliare altri due miliardi alla Sanità.


Collega Ministro, sveglia! Le soluzioni le stanno già attuando appaltando interi servizi di area medica e clinica, amministrativi, logistici e infermieristici ai privati. Si tolgono fette sempre più consistenti alla gestione pubblica con l’obiettivo non dichiarato di dismettere interi ospedali cominciando da quelli in project financing, i cui costi di affitto sono ormai insostenibili per il sistema pubblico.


Questa sembra essere la programmazione, cara collega Ministro, il resto è solo lacrime e per rimediare a questo disastro non basterebbe neppure resuscitare i medici morti.


Meglio sarebbe resuscitare qualche Ministro capace!