"Stetoscopio" n.5/ 2019:  clicca per aprire la versione in PDF

“Medicosauri” e medici globetrotter: la Sanità Pubblica è arrivata alla frutta

 

Ogni volta che il Governo si occupa di Sanità viene da chiedersi se a Roma “lo sono o ci fanno”.


Comunque la si voglia vedere, a pagare le spese della colpevole insipienza delle decisioni governative sono i cittadini, costretti a rivolgersi a un Servizio Sanitario Nazionale sempre più inefficiente e depauperato di medici e infermieri.


Negli ultimi 10 anni gli ospedali italiani hanno perso 10.000 medici e 50.000 infermieri ma i Ministeri della Salute e di Economia e Finanza hanno stabilito che dal 2020 il livello di riferimento per le assunzioni sarà la spesa del 2018, aumentata del 5 per cento. In pratica non verranno recuperati gli operatori sanitari persi a partire dal 2009.


La situazione è talmente grave che persino il deus ex machina della Sanità del Veneto, Domenico Mantoan, commentando lo sciopero dei medici della nostra Regione ha dichiarato che “hanno fatto bene e mi stupisco che non abbiano scioperato anche nel resto d’Italia”.


Tra uno stupore e l’altro, però, va ricercata una soluzione ed allora si dà libero sfogo alla fantasia, proverbiale dote degli italiani. Dopo i medici pensionati richiamati in servizio ecco l’altra trovata: i medici mobili, vere équipe di specialisti itineranti per evitare la chiusura dei reparti in sofferenza.


E’ l’ultima pensata della Regione per scongiurare il diktat romano che prevede la chiusura dei reparti che non raggiungono i livelli standard qualitativi e strutturali basati su volumi di prestazioni e obiettivi clinici.


“Sposteremo le équipe mediche tra più ospedali aiutando i più deboli a rientrare nei parametri di qualità e quantità” ha spiegato il dott. Domenico Mantoan.


E’ l’arte di arrangiarsi in salsa veneta.


Oltre al “medicosauro” (il medico dinosauro) avremo anche il “medico globetrotter” che correrà da un ospedale all’altro secondo le esigenze imposte dalla penuria di camici bianchi, in un Paese che prepara medici tra i migliori in Europa e che l’Europa, senza spendere un euro in formazione, ci porta via!


Che vergogna!