8 aprile 2019 - È stato presentato oggi presso la sede dell’Istituto Oncologico Veneto-IRCCS il progetto “SOSarcomi: Il giusto e tempestivo riferimento”, un’azione di prevenzione primaria sui sarcomi delle parti molli, che coinvolge popolazione, medici e centri d’eccellenza del Triveneto. Il progetto è stato messo a punto e promosso dai Rotary Club del Nord-Est (Distretto 2060) in collaborazione con i centri di riferimento per i Sarcomi (IOV, Ospedale di Mestre, Az. Ospedaliera di Padova, Ospedale di Schiavonia, Az. Ospedaliera di Verona, CRO Aviano, Ospedale di Gorizia, APSS-Ospedale di Trento), con il patrocinio della Regione Veneto, delle Province autonome di Trento e Bolzano e di molti Ordini provinciali dei Medici delle regioni interessate.

“Obiettivo del Rotary è da sempre quello di ottenere risultati concreti attraverso azioni corali, affrontando con spirito di servizio gli aspetti problematici della vita, tra i quali spiccano la prevenzione e la cura delle malattie”, ha detto durante la conferenza stampa Riccardo de Paola, Governatore del distretto 2060-Triveneto del Rotary. “Per questo il nostro distretto ha avviato questo progetto che prevede la sensibilizzazione della popolazione dei medici del Triveneto sulla diagnosi e l’indicazione del riferimento appropriato per i pazienti affetti dai sarcomi delle parti molti”.
“Questo progetto vede lo IOV-IRCCS, con i suoi oncologi, interpretare la sua missione di protagonista della prevenzione”, ha detto Giuseppe Opocher, Direttore Scientifico dell’Istituto. “Abbiamo quindi aderito volentieri all’iniziativa del Rotary, che si presenta come un’azione diffusa su un territorio molto vasto e che prevede il coinvolgimento di molte e differenti specialità mediche sempre a favore della salute dei cittadini”.

Neoplasia maligna, rara (con oltre 100 differenti istotipi) con un’incidenza di 4-5 nuovi casi all’anno per 100mila abitanti, i sarcomi delle parti molli colpiscono soggetti tra i 50-70 anni e si manifestano soprattutto negli arti, ma possono essere localizzati anche nel capo-collo, nel tronco, nel retro peritoneo. La sopravvivenza dei pazienti raggiunge il 60-70% a cinque anni dalla diagnosi se il paziente è trattato tempestivamente secondo linee guida; se invece il percorso seguito non è quello appropriato la percentuale cala drasticamente. Su tutti questi temi si concentra il progetto del Rotary. “I sarcomi sono neoplasie spesso misconosciute”, ha spiegato Carlo Riccardo Rossi, Direttore della Chirurgia oncologica melanoma e sarcomi (Centro di riferimento regionale per i sarcomi delle parti molli) dello IOV-IRCCS, “sono entità poco note sia presso i medici che presso i pazienti. Tante volte il medico dopo la diagnosi clinica manda il paziente direttamente al chirurgo che opera senza adeguare la sua azione a criteri specifici, compromettendo la prognosi del soggetto trattato. Il progetto SOSarcomi ha quindi prima di tutto proprio l’obiettivo di diffondere la consapevolezza presso il mondo medico che il paziente con sospetto sarcoma deve essere indirizzato presso un centro di riferimento, dove i gruppi multidisciplinari possono svolgere al meglio la funzione di trattamento e cura secondo linee guida internazionali condivise”. Una consapevolezza la cui necessità è stata sottolineata anche da Roberto Stramare (SIRM) e Bruno Franco Novelletto(SIMG) che hanno confermato l’importanza che medici di medicina generale, radiologi ed ecografisti siano aggiornati e formati sul tema dei sarcomi, per offrire sempre maggiori garanzie di diagnosi e cura tempestiva.

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