Editoriale del Presidente - luglio 2018

Cornuti e mazziati - Inquietante escalation delle aggressioni ai medici


In un’Italia permeata da una inusitata e pericolosa invidia sociale - alimentata dal crescente disagio economico che colpisce numerose fasce della popolazione – in un Paese che sembra dominato da una società dei livori, da atteggiamenti gratuitamente aggressivi, fomentati dal linguaggio dei leader politici troppo facile all’insulto e alla minaccia, un dipendente della Pubblica Amministrazione viene aggredito ogni 16 ore.
Una media impressionante ma pur sempre inferiore a quella delle aggressioni ai medici e al personale sanitario che nello scorso anno sono state 1420: poco meno di 4 al giorno per una media di un sanitario aggredito ogni 6 ore, festivi compresi!

Ordini e sindacati si sono mossi e hanno chiesto una qualche forma di protezione, l’aumento della sicurezza nelle strutture sanitarie e l’inasprimento delle pene per questo tipo di reati. Appelli ineccepibili e il solito menare il can per l’aia da parte del Palazzo (vedremo se quello “del cambiamento” cambierà qualcosa).

Va comunque detto che da parte della politica una risposta sarebbe ardua perché noi medici scontiamo e paghiamo sulla nostra pelle scelte e decisioni sbagliate da anni. La gente è esasperata per le promesse mai mantenute, per i nuovi Lea che restano un miraggio per mancanza di fondi adeguati, per le liste d’attesa che continuano ad allungarsi, per la scarsità di medici negli ospedali e nei Pronto Soccorso, per la disastrosa disorganizzazione dei nosocomi soprattutto al Sud e i conseguenti drammatici “viaggi della speranza” nelle strutture del Nord, per l’assurda burocrazia cui sono sottoposti i cittadini bisognosi di esami diagnostici, per la necessità di ricorrere ai privati per ottenere, a pagamento, ciò che la sanità pubblica non è più in grado di dare in tempi utili.

Quali sono state le risposte a tutto ciò? Accuse ai medici di famiglia di fare le “battaglie del grano”, agli ospedalieri di essere troppo concentrati sulle visite intra ed extramoenia, lo strombazzato invio di ispettori ogniqualvolta gli organi di stampa (senza alcun controllo e sentendo solo la campana di un avvocato o di un parente) schiamazzano di “malasanità”. Di recitare un mea culpa, di tornare a investire in salute, di mettere il paziente e non il mattone al centro dell’interesse di manager e burocrati neanche a parlarne.

Ricordate quando tra i politici andava di moda dire orgogliosamente “ci metto la faccia”?
Ora non lo dicono più. Perché dovrebbero rischiare se la faccia ce la mettiamo noi e diventa il bersaglio di pazienti aggressivi e carichi di rabbia che vedono nella figura del medico la causa di tutti i disservizi della Sanità?
Cornuti e mazziati!


Michele Valente
Presidente Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Vicenza