Editoriale del Presidente - maggio 2018

Medicine senza fustella nel Paese dei cachi.


Nel Paese dei cachi può capitare di tutto. Anche che 13 Medici di medicina generale vengano denunciati dai Nas perché nell’ambulatorio conservavano farmaci non scaduti privi di fustella, frutto di donazioni di familiari di pazienti deceduti, da destinare ai loro assistiti meno abbienti, così come normalmente si fa per i campioni gratuiti.

Lo scopo evidente è di evitare gli sprechi dei medicinali (fortemente deprecato dal Ministero, tanto da averne fatto oggetto di campagne di sensibilizzazione).

Bravi dunque? Nossignori: denunciati come delinquenti comuni in base a un decreto del 1999 e alle successive linee guida del 2013 sulla “distribuzione di  medicinali per uso umano” e all’articolo 443 del Codice Penale che punisce fino a 3 anni di reclusione “chi somministri medicinali guasti o imperfetti”.

Anziché incoraggiare la sensibilità di medici e pazienti coscienziosi e tutelare chi intende favorire il risparmio della spesa farmaceutica, trattandosi spesso di farmaci costosi, viene incentivato uno spreco di risorse non da poco se pensiamo anche semplicemente al valore di 100-150 Euro/anno risparmiato da ciascuno dei 3600 medici di famiglia del Veneto.

Quindi i farmaci inutilizzati dovranno essere smaltiti nelle apposite cassette delle farmacie (ma con ogni probabilità finiranno nei cassonetti dell’immondizia) salvo che - qui viene il bello, la ciliegina sulla torta - salvo che non si scelga la strada delle Onlus che possono distribuire quei medicinali a immigrati non iscritti alle liste delle ULSS o con problemi di permesso!


Una assurda e penosa forma di razzismo alla rovescia, di discriminazione senza logica.


Ma nel Paese dei cachi è il non senso ad avere un senso!

Michele Valente
Presidente Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Vicenza