Da settembre Regioni e Medici al lavoro su soluzioni "nodi" manovra



Preoccupazioni condivise, in particolare sul turn over e i precari, tra i medici e le Regioni rispetto alle misure previste dalla manovra economica nel settore sanitario. Ma anche la convinzione di poter condividere soluzioni comuni, nonostante la Finanziaria, per risolvere i problemi in campo.
E' stato questo, in sintesi, il centro del confronto tra i sindacati della dirigenza medica, veterinaria, sanitaria e amministrativa con i rappresentanti delle Regioni, appena concluso nella sede del Cinsedo a Roma, e a cui ha partecipato anche il presidente dei governatori, Vasco Errani. Il confronto sulle soluzioni possibili partirà concretamente a settembre. "Sono state condivise - ha spiegato il coordinatore degli assessori regionali alla Sanità, Luca Coletto - preoccupazioni che riguardano in particolare il turn over, la stabilizzazione dei medici, il futuro della sanità. Sono preoccupazioni che accomunano tutte le Regioni che hanno una sanità pubblica e per le quali è quindi fondamentale il confronto tra istituzioni e sindacati per un riordino strutturale inevitabile che, però, sia in grado di dare garanzie a tutti". Dello stesso parere Costantino Troise, segretario nazionale dell'Anaao Assomed, che ha parlato in rappresentanza dell'intersindacale. "Con le Regioni - ha detto - abbiamo condiviso le preoccupazioni e alcune linee di valutazione sulla manovra, e anche la possibilità di individuare soluzioni comuni". Secondo Troise, "è necessario trovare meccanismi che garantiscano la tenuta del sistema e il diritto alla salute dei cittadini, perché non si può impoverire il Servizio sanitario nazionale di risorse umane e tecnologiche". Da settembre, quindi, "cominceremo a valutare insieme quali sono nella pratica gli effetti della Finanziaria e a ragionare su soluzioni strutturali, anche al di là della manovra", ha spiegato Troise che ha sottolineato la necessità di porre particolare attenzione agli organici dei pronto soccorso e dei dipartimenti di emergenza-urgenza "che sono la prima linea - ha concluso - senza la quale nemmeno le retrovie potranno reggere". (Adnkronos Salute)