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CLASSIFICAZIONE STRUTTURE SANITARIE (distinzione tra attivtà invasiva e non invasiva) - Deliberazione Giunta Reg. n. 2420/2005

 

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 2420 del 09 Agosto 2005

L.R. 16 agosto 2002 n. 22. DGR n. 2501 del 6 agosto 2004. Modifiche all’allegato 1 codice B 9 classificazione studi medici.

La Giunta regionale

(omissis)

delibera

1. di modificare, per le motivazioni espresse in premessa, l’Allegato 1 – Classificazione – di cui al Manuale approvato con D.G.R. n. 2501 del 6 agosto 2004, sostituendo, come sotto riportato, le definizioni delle tipologie di strutture contrassegnate dai codici B 9/1 e B 9/2:

Studio medico NON soggetto ad autorizzazione (B 9/1)

“Luogo ove il singolo professionista medico o più professionisti medici associati della stessa specialità, esercitano, ciascuno in forma autonoma, la propria attività professionale, erogando prestazioni sanitarie che non utilizzano metodiche invasive (ad esclusione di quelle contenute nel sotto riportato elenco) né apparecchiature elettromedicali a scopo terapeutico.

Lo studio ove esercita il singolo professionista deve essere utilizzato in esclusiva dal professionista stesso.

Negli studi associati operano, ciascuno sotto la propria responsabilità, esclusivamente i professionisti associati, i quali possono condividere spazi, servizi e attrezzature comuni.

Lo Studio Medico non può essere collocato all’interno di ambulatori o poliambulatori

Elenco prestazioni:

- Medicazione

- sutura di ferita superficiale

- rimozione di punti di sutura

- cateterismo uretrale/vescicale

- tamponamento nasale anteriore

- fleboclisi

- iniezioni endovenose

- lavanda gastrica

- iniezione di gammaglobuline e vaccinazioni

- agopuntura

- mesoterapia

- iniezioni sottocutanee desensibilizzanti

- infiltrazioni peri e intra articolari

- esami citologici e colturali (esempio tampone faringeo, tampone vaginale, pap test, ecc.)

- rimozione di tappo di cerume

- toilette di perionichia suppurata

- drenaggio di ascesso sottocutaneo

- atti anestesiologici che non vanno oltre l’anestesia topica o locale.

Studio medico soggetto ad autorizzazione (B 9/2)

“Luogo ove il singolo professionista medico o più professionisti medici associati della stessa specialità, esercitano, ciascuno in forma autonoma, la propria attività professionale, erogando prestazioni diagnostiche e/o terapeutiche di particolare complessità o che comportino un rischio per la sicurezza del paziente, che utilizzano cioè metodiche invasive (oltre quelle contenute nell’elencazione di cui al codice B 9/1) e/o comportanti l’esecuzione di atto anestesiologico che non vada oltre l’anestesia locale.

Rientrano nella fattispecie anche gli studi medici che svolgono esclusivamente attività diagnostica strumentale, diretta anche a favore di soggetti terzi erogatori.

Lo studio ove esercita il singolo professionista deve essere utilizzato in esclusiva dal professionista stesso.

Negli studi associati operano, ciascuno sotto la propria responsabilità, esclusivamente i professionisti associati, i quali possono condividere spazi, servizi e attrezzature comuni; il relativo provvedimento di autorizzazione all’esercizio dovrà essere richiesto e rilasciato a nome di ogni singolo professionista riunito nell’associazione professionale, la quale individuerà fra gli associati il rappresentante legale.

Ne deriva che la differenza tra studio soggetto ad autorizzazione ed ambulatorio monospecialistico (codice B 5) risiede nel fatto che nell’ambulatorio, la cui titolarità non è legata necessariamente al singolo professionista che vi opera e nel quale necessita la presenza di un direttore sanitario, è possibile l’esercizio dell’attività anche da parte di più sanitari non riuniti in associazione professionale”.

2 di dare atto che, sulla base di quanto approvato con il presente provvedimento, l’Agenzia Regionale Socio Sanitaria provvederà ad aggiornare il testo del Manuale di attuazione della L.R. n. 22 / 2002.